La Dual-Brain Psychology
La Dual-Brain Psychology è una teoria innovativa sviluppata dal Dr. Fredric Schiffer, basata su osservazioni cliniche e studi condotti su pazienti con cervello diviso (split-brain). Questo approccio offre una nuova ed emozionante prospettiva sulla mente umana, sostenendo che ciascuno dei due emisferi cerebrali può esprimere una propria identità psicologica distinta.
Secondo Schiffer, nella maggior parte dei pazienti affetti da disturbi emotivi o comportamentali, uno dei due emisferi (destro o sinistro) tende a manifestare una personalità più infantile e vulnerabile. Questa parte è spesso ancora influenzata da traumi dell'infanzia, anche se tali eventi non vengono pienamente riconosciuti dal soggetto. Al contrario, l'altro emisfero appare più maturo, stabile e meno sintomatico.
Modalità di Stimolazione
La teoria è stata testata clinicamente attraverso due modalità di stimolazione emisferica:
- Una semplice esposizione a stimoli visivi laterali
- La più sofisticata fotobiomodulazione transcranica unilaterale (UtPBM)
Quest'ultima utilizza la low laser therapy (tipicamente nel vicino infrarosso) per attivare in modo selettivo l'emisfero cerebrale più resiliente.
Risultati Clinici
Il risultato? Cambiamenti immediati e profondi nello stato emotivo del paziente. In molti casi, la stimolazione dell'emisfero "positivo" ha portato a una rapida riduzione di sintomi come ansia, depressione o craving da sostanze.
Questa scoperta ha aperto la strada a una nuova forma di psicoterapia: una terapia che agisce sulle due menti, dove il lato più sano della personalità aiuta quello più ferito a elaborare i traumi, con il supporto attivo del terapeuta.
Fotobiomodulazione e Psicoterapia: Un Dispositivo a LED che Trasforma la Clinica Psichiatrica
Nel primo studio clinico mai condotto sull'utilizzo della fotobiomodulazione transcranica (tPBM) per trattare una condizione psichiatrica, il Dr. Fredric Schiffer ha realizzato un dispositivo artigianale semplice ma efficace. Composto da un LED, un dissipatore di calore con una ventola da computer, e una fonte di alimentazione, il dispositivo irradiava luce a infrarossi con una potenza di 240 mW/cm² per 4 minuti, per una dose totale di 60 joule erogata alla pelle del soggetto.
Lo studio ha coinvolto dieci pazienti. Dopo una sola sessione da 4 minuti, e a distanza di due settimane, i risultati sono stati sorprendenti:
- Il punteggio medio alla Hamilton Depression Rating Scale (HDRS) è sceso da 29 a 11 (valore soglia per la remissione <8).
- Il punteggio alla Hamilton Anxiety Rating Scale (HARS) è passato da 23 a 8.
L'esperienza clinica ha spinto Schiffer ad applicare il trattamento in modo unilaterale — solo su uno dei due emisferi cerebrali — per potenziare quello più "sano" o "resiliente". I pazienti riferivano cambiamenti immediati, talvolta dopo una sola seduta:
- Un uomo con dipendenza da gioco d'azzardo, che definiva il suo impulso "10 su 10", ha perso completamente la voglia di giocare dopo una sola sessione. Non ha più giocato per oltre tre anni.
- Un altro paziente, segnato da traumi medici infantili, ha visto la propria angoscia scendere da "8 su 10" a "3 su 10".
Gli effetti, in media, durano circa tre giorni, ma il trattamento può essere ripetuto anche a casa.
Conferma Clinica Controllata
Per confermare questi risultati in maniera controllata, Schiffer ha successivamente condotto un trial clinico randomizzato e in doppio cieco su 22 partecipanti. Il protocollo, della durata di 3 settimane, prevedeva:
- Settimana 1: trattamento UtPBM o sham (dispositivo identico con foglio di alluminio che bloccava la luce)
- Settimana 2: crossover con il trattamento opposto
- Settimana 3: follow-up
Risultati:
- Riduzione media del craving da oppiacei del 51% dopo il trattamento attivo, contro il 15,8% nel gruppo sham.
- Effect size di 0.73, valore statisticamente molto significativo.
Questi dati sottolineano il potenziale clinico della fotobiomodulazione unilaterale a infrarossi come trattamento innovativo, rapido e non invasivo per i disturbi emotivi e comportamentali. Non si tratta solo di tecnologia: è l'integrazione tra neuroscienza e esperienza soggettiva che, secondo la Dual-Brain Psychology, apre una nuova via nella cura della mente.
Ripensare la Psichiatria Biologica: Il Paradigma della Dual-Brain Psychology
Negli ultimi decenni, la psichiatria biologica ha guadagnato terreno puntando su approcci diagnostici e terapeutici che si basano su genetica, neurochimica e stimolazione cerebrale. Ma cosa succede quando questa impostazione trascura l'aspetto psicologico dell'esperienza umana?
Secondo Schiffer, la diagnosi in psichiatria è spesso ridotta a una semplice etichetta descrittiva, che non spiega le origini psicologiche del disturbo.
In contrasto con l'approccio che tratta il cervello come un organo puramente biochimico da correggere con farmaci o stimolazioni fisiche, la DBP considera il ruolo cruciale delle esperienze soggettive. Non a caso, Schiffer sottolinea che numerosi pazienti con disturbi gravi hanno mostrato notevoli miglioramenti in pochi mesi di terapia, proprio grazie a interventi mirati che tengono conto sia della mente che del cervello.
Neuroimaging e Trattamenti Integrati
La DBP si distingue anche per la sua coerenza teorica e il supporto di dati neuroscientifici: fMRI, MRI e DTI raccontano una storia integrata in cui l'asimmetria emisferica gioca un ruolo chiave.
La fotobiomodulazione transcranica unilaterale (UtPBM), un trattamento con luce a basso livello mirato all'emisfero cerebrale più sano, è uno degli strumenti principali di questo modello. Quando combinata con tecniche psicoterapeutiche e, in alcuni casi, con farmaci come la buprenorfina (che ha mostrato un effetto clinico superiore rispetto agli antidepressivi standard), la DBP dimostra risultati promettenti in pazienti con diagnosi complesse e co-occorrenti.
In sostanza, la Dual-Brain Psychology propone un nuovo paradigma: non più una separazione netta tra mente e cervello, ma una visione integrata dove l'esperienza soggettiva può guidare e persino modificare la fisiologia cerebrale. Questo approccio non è in contrapposizione con le neuroscienze, ma anzi vuole arricchire la psichiatria biologica, orientandola verso una comprensione più profonda dell'essere umano.
Bibliografia
- Schiffer, F. (2022). Dual-Brain Psychology: A novel theory and treatment based on cerebral laterality and psychopathology. Frontiers in Psychology, 13, 986374. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.986374



