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Evoluzione come Apprendimento Armonico dell'Informazione: Teoria dei Cicli Informazionali e Selezione Morfogenetica
Ricerche

Evoluzione come Apprendimento Armonico dell'Informazione: Teoria dei Cicli Informazionali e Selezione Morfogenetica

L'evoluzione non è una catena di errori casuali, ma un flusso continuo di apprendimento informazionale. Dall'agenzialità cellulare al campo informazionale: un nuovo paradigma che riscrive la biologia evolutiva.

Simone Cameli
Dott. Simone Cameli
||12 min di lettura

Limiti della visione classica dell'evoluzione

La visione classica dell'evoluzione, fondata sulla selezione naturale di mutazioni genetiche casuali, risulta oggi insufficiente per spiegare la complessità emergente dei sistemi biologici, cognitivi e morfogenetici(1). Tale paradigma, pur avendo costituito per decenni il cuore della biologia evolutiva, mostra oggi dei limiti evidenti nel descrivere fenomeni come la rigenerazione, la morfogenesi adattiva, la plasticità cellulare e l'intelligenza distribuita nei tessuti(2,3).

Evoluzione come flusso di apprendimento informazionale

In questa nuova prospettiva teorica, l'evoluzione non è più vista come una catena meccanica di errori casuali, bensì come un flusso continuo di apprendimento informazionale. L'informazione diventa il substrato ontologico, il fondamento stesso della dinamica della materia, e l'elemento attraverso il quale l'organizzazione vivente si struttura e si rinnova.

L'informazione come qualità dinamica e organizzatrice

L'informazione, intesa non come semplice trasmissione genetica, ma come qualità dinamica e organizzatrice, permea ogni livello dell'organizzazione biologica. Si manifesta nei pattern morfogenetici, nella coerenza bioelettrica tra cellule, nei comportamenti collettivi e nei processi decisionali distribuiti anche in assenza di cervello. La materia biologica, in questo senso, non è solo reattiva, ma intrinsecamente predisposta ad apprendere, memorizzare e adattare le sue configurazioni in risposta a segnali contestuali e sistemici. Ogni cellula, ogni tessuto, ogni organo diventa nodo di una rete semantica in cui l'informazione circola secondo principi di risonanza, coerenza e retroazione(4,5).

Ciclicità e armonia nei processi evolutivi

Questa informazione non si propaga in modo lineare, bensì secondo logiche cicliche, frattaliche e armoniche(6). L'evoluzione si sviluppa come un ciclo di ottave ascendenti, in cui ogni livello successivo conserva la struttura di base ma ne espande le proprietà emergenti. Ogni ciclo informazionale è dunque un salto di fase, una riorganizzazione che porta con sé nuovi gradi di libertà, nuove capacità di risposta e nuove forme di consapevolezza sistemica. Non si tratta di un semplice accumulo di dati, ma di una sofisticazione dell'interfaccia tra materia e campo informazionale.

Formalizzazione matematica dell'evoluzione informazionale

Questa dinamica può essere formalizzata mediante equazioni che descrivono l'evoluzione dello stato informazionale I al tempo t+1 come funzione dello stato precedente, della variazione entropica e della risonanza con un campo coerente:

In+1(t) = α · In(t) + β · ΔH(t) + γ · ℜ(t)

In cui ℜ(t) esprime il grado di sintonia con il campo sistemico, ΔH(t) rappresenta la variazione entropica locale e α, β, γ sono parametri di pesatura. Questa funzione mostra come l'evoluzione non dipenda solo dalla casualità, ma da un'integrazione dinamica tra informazione storica, perturbazione e coerenza sistemica.

Metrica dell'agenzialità

La metrica dell'agenzialità, cioè la capacità di un sistema di agire in modo auto-consapevole, può essere modellata come:

A(t) = - d/dt [ Hlocale - Hsistemico ]

Quando questa funzione è positiva, il sistema tende spontaneamente a ridurre la dissonanza tra la propria entropia e quella del campo globale, avvicinandosi a una forma primordiale di intelligenza o coscienza distribuita. Questa dinamica suggerisce che l'evoluzione sia un moto verso la sintonia, non verso la competizione. La vita non sopravvive perché è forte, ma perché è capace di risuonare con l'armonia informazionale dell'universo.

Agenzialità nei diversi livelli della realtà biologica

Ogni livello della realtà biologica – dalle molecole alle cellule, dai tessuti agli organismi – manifesta una sua forma di agenzialità. Le molecole si organizzano secondo logiche di auto-assemblaggio e riconoscimento conformazionale; le cellule decidono attraverso gradienti bioelettrici e segnali ionici; i tessuti comunicano tramite onde fotoniche ultra-deboli e circuiti risonanti(8,9). Anche in assenza di un cervello centrale, la materia vivente mostra proprietà di coerenza collettiva e capacità di prendere decisioni orientate alla sopravvivenza dell'intero sistema. La cellula non è una macchina, ma un soggetto situato, dotato di una forma di proto-cognizione(7).

Il campo informazionale come matrice ordinatrice

Tutto questo si inscrive in un campo informazionale più ampio, non locale, atemporale, che funge da matrice ordinatrice e da guida per l'emergere della forma. Tale campo – che alcuni hanno identificato con la coscienza universale, altri con un'onda di fase quantistica a lungo raggio – non può essere ridotto a fenomeni locali. Esso agisce come vincolo e come attrattore: vincola l'organizzazione della materia impedendo il caos totale, e al tempo stesso attrae le configurazioni verso stati di maggiore coerenza e significato(12). In questa visione, la coscienza non è un sottoprodotto dell'attività neuronale, ma l'origine stessa dell'ordine.

Coscienza come ottava superiore dell'informazione

La coscienza, allora, è l'ottava superiore dell'informazione. È il principio immutabile, la fonte di risonanza e la direzione stessa dell'evoluzione(13). Non appartiene al tempo lineare, ma lo trascende. È ciò che consente alla materia di formarsi, alla vita di emergere, alla mente di riconoscersi. Ogni sistema vivente che riesce a riconfigurarsi in coerenza con questo campo entra in una fase superiore di organizzazione, acquisendo proprietà rigenerative, adattive e cognitive non spiegabili dalla sola biochimica(10). La coscienza è, in questa prospettiva, la forma più rarefatta e potente dell'informazione: eterna, onnipervasiva, strutturante.

Un nuovo paradigma evolutivo

Ne deriva un paradigma completamente nuovo. L'evoluzione non è solo una traiettoria ascendente di complessità, ma un ritorno ciclico alla sorgente informazionale, una danza armonica tra entropia e significato, tra disordine e forma(11). La materia, lungi dall'essere passiva, diventa via via più capace di ospitare questa informazione cosciente. Gli organismi che più efficacemente si allineano al campo informazionale mostrano non solo maggiore sopravvivenza, ma maggiore integrazione, bellezza, creatività. L'evoluzione allora non è soltanto una selezione di adattamenti, ma un raffinamento continuo della capacità di risuonare con il Tutto.

Conclusione

In conclusione, la vita non è un accidente, ma una manifestazione inevitabile dell'esistenza informazionale. L'esistenza stessa è un dominio primario, il cui linguaggio è l'informazione e la cui grammatica è la risonanza. La materia è solo un supporto temporaneo. La coscienza, invece, è la melodia originaria che guida tutti i cicli della vita. Ogni essere vivente è un'ottava in questa sinfonia, e ogni atto evolutivo è un ritorno armonico alla nota fondamentale.

Bibliografia

Fonti scientifiche dirette (peer-reviewed)

  1. Levin, M. (2020). Bioelectric signaling: Reprogrammable circuits underlying embryogenesis, regeneration, and cancer. Cell, 181(1), 197–210.
  2. Mathews, J., Chang, A. Y., Devlin, A., & Levin, M. (2023). Cellular signaling pathways as plastic, proto-cognitive systems: Implications for biomedicine. BioSystems, 229, 104829.
  3. Levin, M. (2021). Technological approaches to mind everywhere: Ethical and philosophical implications of the cognitive lens. Frontiers in Systems Neuroscience, 15, 765819.
  4. Fields, C., Glazebrook, J. F., Levin, M., & Friston, K. J. (2021). Information as a causal factor in biology: An overview. BioSystems, 208, 104471.
  5. Tononi, G. (2008). Consciousness as integrated information: a provisional manifesto. Biological Bulletin, 215(3), 216–242.

Fonti teoriche e concettuali

  1. Deacon, T. (2012). Incomplete Nature: How Mind Emerged from Matter. W. W. Norton & Company.
  2. Kauffman, S. A. (1993). The Origins of Order: Self-Organization and Selection in Evolution. Oxford University Press.
  3. Varela, F. J., Thompson, E., & Rosch, E. (1991). The Embodied Mind: Cognitive Science and Human Experience. MIT Press.
  4. Prigogine, I. (1980). From Being to Becoming: Time and Complexity in the Physical Sciences. W. H. Freeman.
  5. Atlan, H. (1993). L'organisation biologique et la théorie de l'information. Hermann.
  6. Camazine, S., et al. (2001). Self-Organization in Biological Systems. Princeton University Press.
  7. Rosen, R. (1991). Life Itself: A Comprehensive Inquiry into the Nature, Origin, and Fabrication of Life. Columbia University Press.
  8. Nicolis, G., & Prigogine, I. (1977). Self-Organization in Nonequilibrium Systems. Wiley.
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