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Luce o calorie? Di cosa si nutre veramente l'organismo umano
Ricerche

Luce o calorie? Di cosa si nutre veramente l'organismo umano

Gli alimenti non sono solo calorie: contengono biofotoni, luce coerente ultra-debole che regola la comunicazione cellulare e la rigenerazione tessutale. Da Gurwitsch a Popp, la nutrizione fotonica come nuovo paradigma.

Simone Cameli
Dott. Simone Cameli
||12 min di lettura

Da dove proviene l'energia necessaria per attuare tutte quelle reazioni che avvengono a livello cellulare?

La fisiologia risponde che questa energia viene fornita dal calore prodotto dalle combustioni intraorganiche in presenza dell'ossigeno portato dal sangue.

Ammettendo che ciò sia vero, quale energia fa a sua volta sviluppare il calore che negli animali a sangue freddo, i quali subiscono oscillazioni vastissime di temperatura senza compromettere l'andamento delle funzioni organiche?

Alla spiegazione che l'energia degli organismi viventi viene fornita dal calore, si è aggiunta più tardi l'interpretazione che ha come base i fermenti e gli enzimi organici che presentano capacità di catalizzatori, ovvero acceleratori delle reazioni.

Nonostante l'intervento di questi catalizzatori si è ancora molto lontani dalla spiegazione delle enormi risorse e possibilità energetiche degli organismi umani. Infatti individui in perfetto bilancio alimentare (carboidrati, proteine, grassi) possono mostrare scarsa vitalità e insorgenza di patologie.

L'importanza dei raggi UV e delle radiazioni solari

Fino a quando la scienza ignorava che negli organismi esistessero radiazioni ultraviolette, era più che giustificato il mistero che avvolgeva l'intima essenza della struttura del vivente; ma allo stato attuale delle nostre conoscenze, dopo la riprova che nelle virtù dei fenomeni vitali partecipano i raggi UV, non è più possibile ignorarne l'importanza, dato che è proprio grazie a questi raggi UV che gli organismi riescono ad effettuare milioni di reazioni chimiche al secondo senza perturbare l'organismo. Cosa che non è possibile attuare ad esempio nei più moderni laboratori di chimica.

La clorofilla delle piante ad esempio ha il compito di trasformare le lunghezze d'onda del sole in lunghezze d'onda più brevi. I raggi solari prima di arrivare sulla superficie terrestre vengono assorbiti dalla parte più esterna dell'atmosfera che grazie all'ozono trattiene le lunghezze d'onda pericolose per la vita terrestre.

Ma sono proprio queste lunghezze d'onda a permettere negli organismi le varie reazioni biochimiche istantanee e selettive. Come fanno allora ad arrivare dentro noi se vengono schermate dall'atmosfera?

Le potenti lunghezze d'onda schermate dall'atmosfera ricompaiono nelle piante ad opera della clorofilla che funge da trasformatore di lunghezze d'onda. Dalle piante queste radiazioni passano negli organismi che se ne nutrono, a conferma che la radiazione solare è onnipresente.

Perciò mentre fino ad ora i fenomeni di fotosintesi erano creduti una caratteristica essenziale solo delle piante, d'ora in avanti dobbiamo tener presente che il concetto di fotosintesi si deve estendere anche al mondo animale, poiché anche qui sono in gioco fattori che riguardano la trasformazione di alcuni spettri di luce.

Mentre nel mondo vegetale la luce proviene direttamente dal sole, nel mondo animale essa (fotoni) proviene dagli alimenti, i quali contengono, in potenza, l'energia solare che li ha creati, energia che poi si manifesta durante i processi di digestione ed assimilazione o combustione alimentare.

Alimentazione solare e nutrizione fotonica

Trovano quindi giustificazione quei regimi alimentari come quello di Bircher-Benner, basati sulla ingestione di verdure, ortaggi e frutti crudi, regime al quale egli ha dato il nome di alimentazione solare.

Ma anche altri luminari come André Simoneton, che utilizzando un radiografo di Bovis e altri strumenti rilevò la vitalità degli alimenti, la quale poi veniva riscontrata sul ripristino della salute nelle persone, oppure altri come Lazaeta e Costacurta che hanno coniato la nuova dietetica utilizzando un approccio da naturopati e riportando molti dettagli interessanti e che completano a livello fisiologico tutte queste affascinanti scoperte riguardo la scienza e coscienza della nutrizione.

Alcuni studi hanno esplorato l'emissione di biofotoni da parte di alimenti freschi e crudi. Ad esempio, il biofisico Fritz-Albert Popp ha condotto ricerche sull'emissione di luce da parte di cellule vegetali, suggerendo che alimenti più freschi e meno processati emetterebbero una maggiore quantità di biofotoni.

Biofotoni: definizione e funzioni

Nel panorama contemporaneo della ricerca biomedica, la nutrizione si sta configurando come una disciplina capace di superare l'approccio riduzionista, abbracciando dimensioni energetiche e informazionali che, fino a pochi decenni fa, erano appannaggio di teorie di frontiera.

Tra queste, la nutrizione fotonica emerge come un paradigma innovativo, capace di riconoscere negli alimenti freschi non solo un apporto molecolare, ma anche un vettore di energia luminosa coerente, sotto forma di biofotoni.

I biofotoni si configurano come emissioni di radiazione elettromagnetica di intensità ultra-debole, variabili tra 10-19 e 10-16 W/cm², con uno spettro che si estende dall'ultravioletto al visibile. Essi rappresentano una manifestazione quantizzata dell'attività metabolica cellulare e differiscono sostanzialmente dai fenomeni di bioluminescenza tradizionale.

La loro presenza testimonia l'esistenza di una dimensione informazionale sottile e altamente organizzata nei sistemi biologici.

Le origini delle teorie biofotoniche

Il biologo russo Alexander Gurwitsch ipotizzò l'esistenza dei "raggi mitogenetici" negli anni Venti, osservando un effetto di stimolazione mitotica mediato da radiazioni non ionizzanti.

Solo negli anni Settanta, grazie alle ricerche di Fritz-Albert Popp, si ottenne una conferma sperimentale della presenza di emissioni biofotoniche coerenti, attribuite alla dinamica conformazionale del DNA.

Emissione Biofotonica nel Sangue Umano: Evidenze Empiriche e Implicazioni Sistemiche

Dinamiche di Emissione nel Sistema Ematico

Van Wijk et al. (2006) hanno dimostrato che il sangue umano è un sistema dinamico di emissione biofotonica, con variazioni in funzione del bilancio redox, dell'attività metabolica e dello stato ossidativo delle sue componenti cellulari principali. Eritrociti, leucociti e piastrine contribuiscono in misura significativa alla radiazione misurabile.

La concezione del sangue come rete di trasporto non solo di sostanze chimiche, ma anche di informazione luminosa, apre nuove frontiere nella comprensione dell'omeostasi interna e della patogenesi di malattie croniche.

Vitalità Luminescente e Impatto sulla Salute Umana

Numerosi studi comparativi hanno evidenziato come alimenti freschi, crudi e coltivati secondo metodi biologici, presentino emissioni biofotoniche di intensità significativamente maggiore rispetto agli alimenti processati, cotti o conservati a lungo termine. Le tecniche di trattamento industriale, come la pastorizzazione e l'irradiazione, risultano particolarmente deleterie per la carica fotonica.

L'assunzione regolare di alimenti ad alta vitalità biofotonica potrebbe:

  • Incrementare l'energia cellulare disponibile
  • Migliorare la comunicazione intracellulare
  • Potenziare le capacità di riparazione e rigenerazione tessutale
  • Rinforzare i sistemi di difesa antiossidante e immunitaria

Meccanismi Cellulari di Interazione e Utilizzo dei Biofotoni

Numerose evidenze indicano che il DNA agisce come un'antenna modulatrice di segnale, capace di ricevere, immagazzinare e riemettere biofotoni, regolando in tal modo la trascrizione genica, la sintesi proteica e le dinamiche epigenetiche.

I mitocondri, oltre al loro ruolo canonico nella produzione di ATP attraverso la fosforilazione ossidativa, sembrano rispondere a segnali biofotonici modulando la produzione di energia chimica, l'omeostasi redox e la segnalazione intracellulare.

Trasmutazioni Biologiche: Riflessioni Critiche e Possibili Correlazioni Biofotoniche

Nel suo trattato "Biological Transmutations", Louis Kervran propose che organismi viventi possano catalizzare reazioni nucleari a bassa energia, realizzando trasformazioni elementari senza rilascio di radiazioni ionizzanti. Esempi includono la formazione di calcio da potassio nelle ossa e nei gusci d'uovo.

Si ipotizza che la coerenza del campo biofotonico cellulare possa fornire l'ambiente energetico necessario per facilitare processi trasmutativi, che altrimenti richiederebbero energie proibitive secondo i paradigmi della fisica nucleare classica.

Direzioni Future della Ricerca nella Nutrizione

Verso una Nuova Epistemologia

La visione più ampia di ciò che effettivamente è la nutrizione integra la dimensione materiale e quella informazionale dell'alimento, proponendo una revisione radicale delle strategie alimentari in chiave preventiva e terapeutica.

Implicazioni Mediche, Preventive e Rigenerazionali

Un'alimentazione orientata alla massimizzazione dell'apporto biofotonico potrebbe:

  • Ottimizzare il funzionamento del sistema immunitario
  • Migliorare la resilienza contro gli stress ossidativi e ambientali
  • Rallentare i processi di invecchiamento biologico
  • Potenziare la rigenerazione tessutale e la longevità cellulare

La luce come principio organizzativo della materia vivente si configura non solo come metafora, ma come realtà scientifica emergente.

L'integrazione delle teorie biofotoniche e delle trasmutazioni biologiche suggerisce un'evoluzione paradigmatica della biologia, della nutrizione e della medicina.

Bibliografia

  • Popp, F. A. (1992). Biophoton emission: New evidence for coherence and DNA as source.
  • Popp, F. A. (2008). Consciousness as evolution of coherent states.
  • Gurwitsch, A. (1923). Mitogenetic Radiation. Journal of Scientific Biology, 15(3), 75–89.
  • Van Wijk, R., Kobayashi, M., & Van Wijk, E. P. (2006). Anatomic characterization of human ultra-weak photon emission.
  • Tang, R., & Dai, J. (2014). Biophoton signal transmission and processing in biological systems.
  • Van Wijk, E. P., Van Wijk, R., & Bajpai, R. P. (2005). Photonic detection of food freshness: A promising approach.
  • Kervran, C. L. (1972). Biological Transmutations.
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